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Requisiti di base comuni a tutti i prodotti richiedenti il marchio

I requisiti di base comuni per tutti i prodotti riguardano gli imballi, le sostanze proibite, le sostanze non comprese nel calcolo “IA”, i profumi, le sostanze sensibilizzanti, gli enzimi, la classificazione e l'etichettatura.

1. Imballi:
Imballi secondari (cartoni): dovranno essere composti da materiale riciclato per almeno l'80%.
Imballi primari (flaconi): sono ammessi solo Polietilene (PE) sia ad alta sia a bassa densità. Polipropilene (PP), Polietilene tetraflalato (PET) e (PETG). Il polivinile cloruro (PVC) è escluso. Altri materiali potranno essere adottati a fronte di una documentazione che ne attesti la possibilità di termodistruzione senza generazione di prodotti di combustione nocivi.
Etichette: il materiale delle etichette dovrà essere omogeneo a quello del flacone. Ad esempio se il flacone è in polietilene anche l'etichetta lo sarà. In deroga si potrà usare polietilene sia per il PET sia per il PETG. In questo modo la riciclabilità del flacone è nettamente migliorata ed in alcuni casi possibile.

2. Sostanze proibite:
I prodotti richiedenti non dovranno contenere, in nessun caso ed in nessuna forma, neppure come microelementi provenienti dalle materie prime, le seguenti sostanze:

  • Alchilfenoletossilati (APEO)
  • Fosfati
  • Zeoliti
  • Formaldeide e cessori di formaldeide
  • Coloranti
  • Candeggianti ottici
  • Derivati del benzene
  • Composti di ammonio quaternario
  • Triclorometano
  • EDTA (etilendiamminatetracetato)
  • NTA (acido nitrilotriacetico)
  • Solventi poliglicolici: polietilenglicoli
  • Muschi azotati e muschi policiclici tra cui ad esempio:
  • Muschio xilene: 5-ter-butil-2,4,6-trinitro-m-xilene
  • Muschio di ambretta: 4-ter-butil-3-metossi-2,6-dinitrotoluene
  • Moschene: 1,1,3,3,5-pentametil-4,6-dinitroindano
  • Muschio tibetina: 1-ter-butil-3,4,5-trimetil-2,6-dinitrobenzene
  • Muschio chetone: 4 -ter-butil-2,6 -dimetil-3,5 -dinitroacetafenone
  • HHCB (1,3,4,6,7,8-esaidro-4,6,6,7,8,8-esametilciclopenta (g-2-benzopirano)
  • AHTN (6-acetil-1,1,2,4,4,7-esametiltetralina)
  • ingredienti classificati come:
  • R40 (esistono alcuni riscontri di effetti cancerogeni)
  • R45 (può provocare il cancro)
  • R46 (può provocare alterazioni genetiche ereditarie)
  • R49 (può provocare il cancro per inalazione)
  • R68 (possibilità di effetti irreversibili)
  • R50+53 (altamente tossico per gli organismi acquatici e può provocare a lungo termine effetti negativi per l'ambiente acquatico)
  • R51+53 (tossico per gli organismi acquatici e può provocare a lungo termine effetti negativi per l'ambiente acquatico)
  • R52 (nocivo per gli organismi acquatici)
  • R54 (tossico per la flora)
  • R55 (tossico per la fauna)
  • R56 (tossico per gli organismi del terreno)
  • R57 (tossico per le api)
  • R58 (può provocare a lungo termine effetti negativi per l'ambiente)
  • R59 (pericoloso per lo strato di ozono)
  • R60 (può ridurre la fertilità)
  • R61 (può danneggiare i bambini non ancora nati)
  • R62 (possibile rischio di ridotta fertilità)
  • R63 (possibile rischio di danni ai bambini non ancora nati)
  • R64 (possibile rischio per i bambini allattati al seno)

I tensioattivi utilizzati nei formulati dovranno essere classificati come "facilmente e rapidamente biodegradabili" secondo i test OECD. Oltre alla biodegradabilità anaerobica è necessario che i tensioattivi utilizzati siano anche anaerobicamente biodegradabili, secondo ISO 11734.
La parte alchilica dei tensioattivi dovrà essere di origine vegetale. Sono esclusi tutti i tensioattivi completamente sintetici.

3 - Sostanze non comprese nell'archivio sostanze del programma di calcolo per l'impatto ambientale: il richiedente potrà utilizzare sostanze non comprese nel programma di calcolo a condizione di fornire i valori di TLT ed il "Fattore di Carico" per la nuova sostanza. E' necessaria una relazione scritta che dimostri il cammino percorso. Il meccanismo per il calcolo è il seguente:
3.1 Come stimare la concentrazione TLT
Per calcolare il valore LTE si prende come riferimento la concentrazione minima convalidata alla quale si osservano effetti a lungo termine su pesci, daphnia magna o alghe.
Qualora non siano disponibili dati sulla tossicità a lungo termine (ad esempio il
NOEC) relativi ad una o a due o a tutte e tre le specie summenzionate, ovvero qualora siano disponibili solo dati sulla tossicità a breve termine (ad esempio LC 50 ), si utilizzano i seguenti fattori di incertezza UF (uncertainty factors):


Tabella 1 - UF per sostanze non tensioattive

3 NOEC su pesci, daphnia o alghe

1 (si assume la NOEC minima)

2 NOEC su pesci o daphnia o alghe

5

1 NOEC su pesci o daphnia o alghe

10

Almeno 2 LC 50 acute su pesci o daphnia o alghe

100

Tabella 2 - UF per tensioattivi

Almeno 2 NOEC su pesci o daphnia o alghe

1 (NOEC più bassa in assoluto)

1 NOEC su pesci o daphnia o alghe

1 (se si tratta della specie più sensibile al test di tossicità acuta) 10 (se la specie non è quella più sensibile al test di tossicità acuta)

3LC 50 su pesci o daphnia o alghe

20 (LC 50 più bassa in assoluto)

Almeno 1 LC 50 su pesci, daphnia o alghe

50 (LC 50 più bassa in assoluto)

3.2 Come stimare i fattori di carico
I fattori di carico ai fini del calcolo del volume critico di diluizione relativo alla tossicità (IA) riflettono la percentuale di sostanza che oltrepassa il sistema di trattamento delle acque reflue e dipendono dalla biodegradabilità e dalla tendenza all'assorbimento della sostanza.


Tabella 3 - Fattori di carico per le sostanze organiche

Biodegradabilità rapida Assorbimento basso

0,13

Assorbimento medio

0,1

Assorbimento elevato

0,07

Tabella 4 - Fattori di carico per le sostanze inorganiche

Biodegradabilità rapida Assorbimento basso

0,6

Assorbimento medio

0,75

Assorbimento elevato

0,4

Tabella 5 - Fattori di carico per le sostanze inorganiche

Biodegradabilità intrinseca Sostanze solubili

1

Sostanze insolubili

0,05

4 - Profumi: è possibile utilizzare profumi ed essenze a condizione di rispettare le indicazioni del punto due. E' inoltre necessario che l'essenza sia stata realizzata secondo le norme IFRA (Associazione Internazionale dei Produttori di Profumi).

5 - Sostanze sensibilizzanti: Il prodotto finale, il formulato, non deve essere classificato come R42 (può provocare sensibilizzazione per inalazione) e/o R43 (può provocare sensibilizzazione per contatto con la pelle).

6 - Enzimi: Il titolare del marchio Lavare Pulito con Legambiente dovrà produrre un certificato di purezza microbiologica degli enzimi impiegati nella formulazioni ecologiche. Detto certificato potrà essere sia del fornitore della materia prima, interno o da altro laboratorio.

7 - Classificazione: tutti i preparati dovranno essere classificati secondo la Direttiva 1999/45/CE ed il suo recepimento nell'ordinamento italiano: D.Lgs. 14 marzo 2003, n. 65. Solo il calcolo "convenzionale" descritto nella Direttiva è accettato, non saranno accettati riclassificazione basate su test su animali, ma solamente test in vitro ed human Patch test.
Per i prodotti che vengono necessariamente (o molto probabilmente) a contatto con le mani, un Patch test deve essere fornito in ogni caso anche se il calcolo convenzionale fornisce una non classificazione del prodotto stesso. Tale documento quindi è richiesto obbligatoriamente per: lavapiatti a mano, superfici dure, detersivo capi delicati.

8 - Etichettatura: il prodotto è etichettato conformemente alla Direttiva 84/450/CEE in riguardo alla pubblicità ingannevole. L'etichettatura di (eventuale) pericolosità dovrà essere conforme alla Direttiva 1999/45/CE, al D. Leg. 65/2003 e successive modifiche. Le altre indicazioni da apporre in etichetta saranno in linea con la Legge vigente.

Altre specifiche limitazioni sono descritte nell'ambito del singolo criterio di assegnazione per gruppo di prodotto.

 
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